Tutti gli argomenti e nessuno. Il governo Prodi è finito e deve finire perché non è in grado di governare il Paese: non ci sono altri motivi che tengano. Addirittura, considerato il tenore degli attacchi di queste ore, Prodi fa bene a presentarsi al Senato, poiché la pochezza degli oppositori non merita alcun tipo di sconto politico. Sconto che Prodi, chiedendo la conta finale, non fa neanche a sé stesso. Un’esperienza di governo da dimenticare comunque, sperando che l’oblio coinvolga anche il modo assurdo di fare opposizione della coalizione che ha di un soffio perso le elezioni nel 2006. Tacendo di Berlusconi e relativi adoratori dell’ultima ora e della figura da accattone che ha fatto ieri: con Mastella che è arrivato a parlare di concussione politica, ci si può concentrare su Gianfranco Fini. Il discorso del migliore degli uomini di AN, ieri alla Camera, è stato correttissimo nella sostanza assoluta, ma totalmente assurdo è stato ascoltare certe cose dalla sua bocca. E questo per vari aspetti. Primo: il ruolo dei senatori a vita e relativi moniti di Napolitano. Dico chiaramente ma anche pacatamente che non può parlare del ruolo dei senatori a vita in questa legislatura proprio chi, in avvio di della stessa, ha proposto un senatore a vita come presidente del Senato al solo scopo di sparigliare i conti: Giulio Andreotti, il quale dopo aver accettato candidamete la candidatura contro Marini ha poi diligentemente votato la fiducia al Senato secondo prassi istituzionale. Se un senatore a vita può essere presidente del Senato, dunque, può votare sempre e può costituire maggioranza politica. Mi sembra comprensibile anche ad un costituzionalista avvinazzato.
Ma non è tutto. Fini ieri ha puntato la sua attenzione sul “vergognoso mercato di Palazzo Chigi” in cerca di senatori da comprare. Ecco, che sia vergognoso quel mercato è verissimo, ma può dirlo chi – dopo averci litigato per mesi – ha indicato come candidato premier Berlusconi, ovvero uno che il mercato dei senatori lo ha tentato da inizio legislatura, fino a prendersi ieri del concussore politico da Clemente Mastella? No, assolutamente non può. In definitiva io credo che il governo cadrà, e mi auguro che si possa votare con una legge diversa da quella attuale. Resta questo sapore di tutta la vicenda: il governo è pessimo ma l’opposizione è peggiore.
E’ un paragone da fare in scala opportuna. Ed è una regola di base del poker: la scala minima, batte la massima. Lo chiameremo Nuovo Fattore K.
E’ una droga!