Questa legge elettorale in perizoma, anche detto porcellum, l’abbiamo forse criticata troppo. E’ vero, ha tutti i difetti del mondo, lo abbiamo detto fino alla noia, ma agli osservatori – anche ai più attenti – è sfuggito un dato fondamentale. Quindi, limando, non l’abbiamo criticata troppo, ma abbiamo trascurato di scandirne un tratto, unico ed innegabile: tutto di merito.
Abbiamo assegnato a questa legge la responsabilità unica dell’instabilità, bene. Ma sarà il caso, credo, di riflettere anche su altri dati che indirettamente derivano dal porcellum elettorale. E dato che questi dati hanno nomi e cognomi, li faremo. Il teorema sarà il seguente: se l’instabilità è data dal sistema elettorale, allora a questo si devono imputare anche le gesta trasformistiche di tale senatore De Gregorio, l’uomo che ha spaccato L’Italia dei Valori di Di Pietro, altrettanto si dovrà dire del senatore Natale D’Amico, ovvero colui che ha spaccato l’atomo diniano dei LiberalDemocratici, ed ancora lo stesso deve valere per il senatore Cusumano, l’uomo che spaccato l’Udeur di Mastella ricevendone ingiurie e sputi, e – per finire il periodo che ormai rischia d’impiccarsi – lo stesso deve dirsi del senatore Tabacci, che ha spaccato l’Udc. L’elenco è scomodo da leggere, ma è quello che è.
Ora, posto che tutto quanto è descritto dall’elenco ha rilevanza sulla base del singolare risultato elettorale determinato dal porcellum, sembrerà immune da ogni contestazione l’imputazione di queste defezioni alla stessa legge elettorale. A questo proposito, di tante cose che ha scritto Sartori, se ne può ricordare una non certo contestabile. La famosa regola dei nanetti del politologo recita: se una legge elettorale non piace ai nanetti, allora è buona.
Ecco, considerato quello che è costata questa legge a Idv, Udeur, LibDem, e Udc, non dovrebbe forse il porcellum piacerci un po’ di più? Se non fosse per il fatto, fermissimo, che tutto è sempre preferibile ad una legge elettorale senza preferenze, diremmo certamente di sì. Insomma, il porcellum ci fa sempre schifo, ed i nanetti non sono altro che delle fastidiose flatulenze politiche. Fatta ovvia eccezione per i Radicali, che notoriamente sono gas nobile.
P.s. – per informazioni sull’attinenza del titolo al post, chiedere a Fronterrè. Il copyright della figura retorica, ovemai volesse svelarla, è suo. Su LibMagazine oggi l’intervista ad andrew Spannaus ed editoriale di Antonello Guerrera.
Si, c’è perfetta analogia tra il bivio decisionale dei parlamentari di fronte al porcellum e il bivio evacuativo in cui flussi aeriformi di rettale provenienza si imbattono incontrando il perizioma. Perizoma o spaccapirita (gergale espressione tardoventre)
L’unico pregio del porcellum è quello di aver attribuito alla coalizione vincente un corposo premio di maggioranza alla camera. Pregio assolutamente vanificato dal fatto che al Senato si è prodotta una situazione assolutamente inversa. Per non parlare delle preferenze negate. Insomma porcata è porcata. Ma è pur vero che se in 63 anni di repubblica, 5 li abbiamo passati in crisi di governo (senza contare i periodo “bianchi” a inizio e fine legislatura), appare evidente che non è giusto addebitare solo al Porcellum tutte le responsabilità di un paese che viaggia con un handicap così pesante. Un po’ come voler mettere uno zaino di 20 kg a un maratoneta. Io sono uno sfegatato sostenitore del sistema maggioritario puro, o comunque di qualsiasi sistema che metta in condizione chi prende anche solo un voto di più, di poter formare un governo. E se questo significa rinunciare alla “rappresentanza” parlamentare di molte forze politiche, bé credo sia un prezzo equo da pagare per avere in cambio governabilità, stabilità e, come dicono gli ammeregani “accountability”. Del resto quelli che piangono lacrime sul tema della rappresentanza, come i comunisti, lo fanno perché non sarebbero mai capaci di fare politica anche “fuori dal palazzo” e senza cospicui rimborsi elettorali, come invece hanno dimostrato egregiamente di saper fare i radicali nell’ultimo decennio.
Ciò detto, si andrà a votare con questa merda di legge, e io sono per la prima volta tentato nella mia vita di annullare la scheda, magari scrivendo il nome di un candidato.
Mi dispiace, non ci riesco proprio, nemmeno per ischerzo…
Quello che dici tu è ovviamente legato all’assenza di preferenze: chi ha deciso che nel Pdci doveva essere candidato Rossi? e in Rifondazione Turigliatto? e nell’dv De Gregorio? etc. Questo è stao l’odioso dramma delle liste bloccate.
Dall’altra parte, il proporzionale del porcellum ha anche permesso ai partiti di assumere più peso. Senza il Porcellum probabilmente agli uddiccini non sarebbe mai passato per la testa di spaccarsi e parlare di Cosa Bianca. E il fatto che si spacchino francamente a me non interessa, e non mi fa né piacere né altro: mi dà solo l’ennesimo triste quadro della nostra politica.
bhé, lunica cosa che si è veramente spaccata sono i nostri mar.ni… e non è bello detto da una donna!
però ’sta cosa delle preferenze è anzi era solo in Italia mi pare di capire
coon, in ammerega il problema non si pone, visto che si confrontano candidati e non liste, o sbaglio?
il difetto è già tutto nel manico e costoro ciurlano da professionisti.
avere a disposizione il voto di preferenza per scegliere tra zuppa e pan bagnato non è questa grande rivoluzione, tutt’al più è un’evoluzione, acrobatica ça va sans dire.
bisogna ragionare in termini diversi, imho.
è l’intero sistema elettorale che deve sottendere la necessità di proporre il candidato con le migliori credenziali altrimenti saranno sempre alleanze e sottrefugi di satrapie persiane.
abbiamo bisogno di qualcosa di più “barbaro”, la corte del gran re, delle sue troppe mogli, degli eunuchi di corte non è più sostenibile.
sì candidati e squadre in alcuni stati voti il capo della contea in squadra con il capo della polizia e il magistrato inquirente. Però alle presidenziali voti delegati e ai parlamenti scegli o/o per collegio che mi pare la soluzione più semplice per l’ elettore che ha ben altro da fare (lavoro e hobbiez) che occuparsi a tempo pieno di amministrazione del condominio pubblico LOL
Nicce intanto se vedi Mariia Teresa sul currierun max whiskerz pare ne abbia pensata una delle sue
Difficile rispondere a tutti. Credo, comunque, che il tentativo in corso di Marini non giungerà in porto, purtroppo.
ho visto cucun
Aronne ha svelato la metafora e voi non avete battuto ciglio. Possibile che ne sia rimasto colpito solo io?
oh, era una metafora, mica il segreto di fatima!
sempre un’apparizione è stata!
sei rimasto colpito? dev’essere per colpa di quegli occhiali da sole ratzingeriani dell’avatar.
nardi, mi dia retta, faccia ammenda.
ecco, pure le apparizioni…
il ferrista ha ragione metà fora e metà intra
ecco! ascoltatelo, in lui mi sono compiaciuto.
occhiali ratzingeriani, pfui!
ictu oculi
ratzingeriano, ma anche un poco mescalero
insomma un moturräder proprio.
corleonese no?
minchia, LibPizzino!
eh, micacazzi eheh
rectius
http://it.youtube.com/watch?v=ViYclyAkkDg
No, continui a idealizzare il sistema delle preferenze. Ma suppongo sia inutile ripetertelo. Questa legge è brutta, ma può esserci persino di peggio, tra le alternative di riforma per gli assetti che determinerebbero.
la preferenza è nulla senza controllo (democratico)
No Fede, non idealizzo. Però la legge elettorale si valuta per diversi aspetti. Dal punto di vista tecnico la pecca è indubbiamente il premio di maggioranza regionale al Senato. Anche se su questo punto c’è un legaccio costituzionale. Dal punto di vista delle preferenze invece il discorso non è tecnico ma di rappresentatività. Questa è in crisi irreversibile, i sondaggio danno Grillo al 7% e si pensa che le segreterie possano continuare a nominare i parlamentari?
Poi, è chiaro che ci può essere di peggio, basta lasciar fare a Berlusconi che dice che il porcellum è perfetto.
grande ferrista.
ad oggi il meno peggio pateracchio sarebbe il portato della vittoria del SI al referendum.
se non ho capito male una specie di effetto “maggioritario” senza coalizioni.
sarebbe una crescita di senso democratico allontanandoci dalle limacciose rive della compromissione partecipativa delle incrociate opposizioni e ininfluenti maggioranze di coalizione.
in fondo le competizioni assegnano il podio a chi vince al fotofinish anche per un solo centesimo di secondo, mica c’è da doppiare l’avversario per guadagnare la medaglia d’oro.
il meglio è nemico del bene anche nel senso che, come tutti credo abbiamo sperimentato, si cresce anche a craniate contro il muro e calci nel didietro. rude but effective indeed.
ma dove stava ’sto ferrista che lo scopro solo ora?
p.s. “il meglio è nemico del bene” l’ho sentito troppo di recente a “Porta a Porta”, occhio!
nardi, sono marco già vacuumcaucus (rip)
ha ragione nardi, dev’essere che mi dimentico la radio accesa quando vado a dormire la domenica sera. devo aver imparato così una qualche lingua straniera.
Argh! Non ci avevo capito un cazzo, Marco. Perdono.
Però non c’è niente da fare, sono coerente, mi sei piaciuto e ti ho linkato due volte.
troppo buono.
vero è.
ah! ora me n’avvedo!