Tre post in uno. La trizona.

Sottotitolo: Ode all’Oronzo Canà del laicismo.

I – Partiamo dall’intimistica biografica, ché ultimamente se non mi metto subito al centro del post, scrivere per il blog mi annoia mortalmente. Anche perché, fino a prova del contrario, questo è un blog.
La notte delle primarie americane è stata lunga e stamane, andando a comprare i giornali mi è capitata una cosa che mi ha fatto tornare molti anni indietro. Vivevo a Cassino (la formula “studiavo a…” è stata evitata per decenza), dove avevo trovato il ventre della vacca di cui parla Luciano De Crescenzo nella sua divertente autobiografia, e capitava spesso che il Bar Monia, elegantissima sala biliardo frequentata da professionisti sportivi, chiudesse le serrande a mezzanotte con alcuni irriducibili dentro. Mentre sugli altri tavoli De Blasi si allenavano i professionisti per le gare del fine settimana, sul quarto io venivo strapazzato da un maturo avvocato, ricchissimo al punto da non dover più lavorare. Era (è) una persona cortese e colta, cui tutto si poteva invidiare; quando mi vedeva arrivare con il vecchio Duetto Alfa, diceva che lui con una macchina come quella s’era fatto tutta la Costa Azzurra. Non c’era invidia in quegli occhi, dunque non ci ho mai creduto.
I professionisti si allenavano e giocavano con modeste puntate: il campo, il caffè, e le sigarette: rigorosamente astemi. L’avvocato ed io, invece, eravamo organizzati così: lui pagava il campo in forza dell’età e della schiacciante superiorità economica, ed io pagavo le mie birre – ma solo se perdevo. Mi fece innamorare del biliardo e del diritto privato mentre ero ancora uno studente (per così dire) iscritto ad ingegneria elettrica; quando presi a batterlo puntualmente tutte le notti, lasciai Cassino, la facoltà di Ingegneria ed il biliardo.
A volte, quasi all’alba, uscivo dalla porta di servizio del Bar Monia così ubriaco e stanco che spesso mi ritiravo a piedi a casa, pur essendo uscito con la macchina. Era una norma di sicurezza, che aveva come controindicazione il fatto che al mattino, quando riuscivo fresco e riposato, non trovavo la macchina parcheggiata sotto casa ed ero convinto che me l’avevano rubata. Una volta dirigevo già verso la stazione di polizia per denunciare il furto, quando la trovai parcheggiata, per puro caso, lungo una via del centro dove l’avevo lasciata la sera prima. Stamane, allo stesso modo, ero totalmente fritto dalla notte passata in bianco a tifare Obama; così, quando ho comprato i giornali, ho cominciato a sfogliarli subito, in strada. Ero così tra il preso e il perso che ho iniziato a camminare verso casa. Insomma, dopo un po’ son dovuto andare a recuperare la macchina parcheggiata davanti l’edicola. Tutte le scuse sono buone per sentirsi giovani e scellerati.

II – Quando dicevo che Capezzone si sarebbe rutellizzato, ero evidentemente ottimista. Lo dicevo prima che Capezzone si rendesse protagonista del tavolo dei volenterosi, unica cosa politicamente sensata che è avvenuta durante la scorsa legislatura, oltre alla costituzione della Cosa Rossa e del Pd. Tanto che proprio grazie a quell’esperienza dei volenterosi Capezzone guadagnò una credibilità che poi si è dimostrata essere fatua e mal riposta. Gli altri volenterosi hanno continuato coerenti con la loro storia, quale che sia, e Capezzone è stato l’unico a diventare adoratore di Sandro Bondi. L’unico referendario a chiedere elezioni subito e con questa legge elettorale già ad ottobre 2007. Lungimiranza politica, poi, l’hanno chiamata. Lasciamo andare.
Il tutto lo scrivo qui per annunciare che stamane ho ricevuto per la seconda volta la tessera di Decidere.net, per l’anno 2007. Un doppione, la scambio con una figurina di Materazzi, no perditempo. Dal momento che Decidere.net non è un movimento, ma solo la vetrina di un personaggio in cerca d’autore, non ho neanche ritenuto opportuno dimettermi formalmente. Dimettermi da cosa? Ho versato 50 euro come socio sostenitore, all’epoca, ma la mia tessera è quella da socio ordinario per il cui status si versavano solo 20 euro. Ne deduco che la mia iscrizione è coperta fino a metà del 2009, anno in cui i collaboratori di Decidere.net mi manderanno finalmente – se i miei calcoli sono esatti –  un atessera sola. Faccio solo guai con i soldi, pazienza.

III – La famosa lettera impubblicabile è stata bene o mal giudicata? Difficile saperlo. Vibrata nella blogosfera dalla ribalta di questo bellissimo blog, ha trovato pubblicazione spontanea sul culo di Malvino (il lato B). Quindi è stata ben giudicata? Non necessariamente. L’idea era quella che la lettera fosse impubblicabile non solo per i contenuti provocatori, ma anche perché limitata da una firma, la mia, troppo poco autorevole nel dibattito nel quale voleva inserirsi. La questione è l’autorevolezza della firma? Ed anche qui, non necessariamente. Mi giunge notizia, ma non ci metterei la mano sul fuoco, che la stessa lettera è stata cestinata da Giuliano Ferrara nonostante, pare, gli fosse stata recapitata a firma Scolar Visari. La pubblicabilità di una lettera dipende da molte cose, insomma, ma da nessuna in particolare.
Abbiamo bisogno, noi laici stanchi, di “prendercela più con LibMagazine e meno con il papa” dice la nostra Unaperfettastronza ripresa poi da Malvino. Ben detto, l’assioma è perfettamente (atque stronzamente) condivisibile. A difesa della testata da me diretta, però, tengo a precisare un merito inequivocabile. E spiego.
Disse quel capitano: “comandante, il nemico ci attacca alla vecchia stessa maniera”, ed il Generale: “e noi dobbiamo smettere di difenderci alla vecchia stessa maniera”. Insomma, dobbiamo rivoluzionare la difesa, e nel caso del laicismo combattente, dobbiamo imitare chi ci attacca, ovvero creare martiri: martiri della zona grigia dell’assolutismo, di quella del fanatismo religioso e di quella della censura sfascista di regime. Abbiamo bisogno di un martire che alleni le nostre squadre a questa trizona e ci porti la vittoria. Ed il martire non deve sentirsi macchietta, no. Quando dice: “m’avete preso per un coglione”, si risponda impettiti: “no, sei il nostro eroe”.

5 Risposte

  1. Brrrraaaaaavooooo!
    (io parlavo dell’articolo comunque :D )

    (PS. ieri ho cercato la mia macchina in un raggio pari ad 1km. Più che scellerati, scellerati.)

  2. e son brutte sensazioni, cri! :-)

  3. il brigatismo laico sarebbe una buona novella
    - il nudo a piazza san pietro per esempio è una dimostrazione d’affetto -

    (ps ti sei fatto la nottata alla fine? speriamo bene)

  4. nottata in bianco a tifare per il nero. Ed gli ultimissimi risultati sono strepitosi.

  5. l’ho sentito dire all’omino della nexus

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