De Mita drasforma in oro guello che dogga.

Passa il tempo ed ho sempre meno in stima i miei conterranei di centrosinistra. Quelli di centrodestra – avendo frequentato quelle lande – neanche li considero se non per vincoli di amicizia o parentela. Il giubilo di queste ore per l’esclusione di Ciriaco De Mita dalle liste del Pd – segnatamente, ripeto, quello che viene dagli elettori del centrosinistra campano – è disgustoso. E mi spiego. Quando io ero guagliunciello vivevo la politicità per luoghi comuni: credo sia un normale condizionamento dell’età. E dunque a dodici anni ritenevo che il democristiano Paolo Cirino Pomicino fosse quel ladro che aveva riempito Napoli dei tombini prodotti da un suo parente, e che il democristiano Ciriaco De Mita fosse quel ladro che aveva rubato i soldi del terremoto dell’Irpinia. Erano evidentemente il frutto delle semplificazioni che ad un dodicenne vengono inculcate dalla strada, dai compagni di scuola “informati” e cose del genere: cazzate, insomma. Tuttavia, nel tempo e con la complicità di quel machete storto che è stato tangentopoli, ho trovato immutato il senso di disprezzo della gente comune nei confronti di Pomicino e non ho mai capito – mai – come il signore dei tombini fosse da rinchiudere mentre il signore del terremoto dell’Irpinia fosse una brava persona. Ero già arguto – diciamo così – al punto di chiedermi come il segretario del partito del signore dei tombini non fosse responsabile della condotta politica di quest’ultimo; niente da fare non lo capivo. Così è successo che ho toccato Forza Italia e mi si è sciolta in mano come un foglio bruciato: Forza Italia assurdamente è stata per me l’antipolitica, così come Grillo può esserlo per milioni di altre persone di cui non condivido le idee ma che rispetto profondamente proprio alla luce del fatto che so cosa significa desiderare l’antipolitica. Nel mio piccolo, s’intende.
Improvvisamente mi ero accorto del fatto che De Mita, in quanto alleato di Bassolino e dei Ds in Campania, era una brava persona e che i suoi ex-sodali che avevano fatto altre scelte politiche non lo erano. Qui mi riferisco alla percezione al livello dell’asfalto, spero sia chiaro, e non esprimo giudizi di valore su nessuno dei due personaggi. Ecco, a quanti hanno votato Bassolino l’ultima volta e che tacevano della loro opinione su De Mita – perché i voti del signore di Nusco servivano – ho da dire qualcosa. A questi che oggi plaudono alla – per me – comunque giusta scelta di Veltroni di non candidare De Mita dico… nulla che sia a loro comprensibile.


Occhio, LibMagazine oggi propone favoloso sesso tantrico ad opera (non letteralmente, boni!) di Ivrès Taverni ed una bella recensione di Barbara Mella, per una volta con un nome facile facile.

13 Risposte

  1. ho gustado sia la daverni che la Mella e su de mida e sulle altre robe politiche noto con dispiacere di trovarmi quasi sempre daccordo con te. C’è qualcosa che in te non va se un ex comunista anziano e pro Veltroni, Sarkò e McCain si indentifica devi cambiare finchè sei in tempo perchè con me si va tra la perduta gente.

  2. nel frattempo si persevera e si fa forse anche peggio.
    si esulta per la damnatio memoriae che si abbatte sulla gens mastellia e ci si apparenta con la gens lapidea.
    mi chiedo se sia pochezza e disinvoltura elettorale del democratico condottiero piuttosto che il prezzo di una a me ignota cambiale “politica” a garantire le magnifiche sorti e progressive dei valori di questa tribunizia casata.

  3. Mi sveglio così: apro gli occhi e tiro fuori la mano dalle coperte e cerco il notebook sul comodino. Cerco la prima pagina di Repubblica.it con un occhio solo, quello meno miope. il sinistro. Trovo che i Radicali hanno detto sì. Oggi è una bella giornata. Buongiorno ragazzi.

  4. lei getta uno sguardo sinistro ed è una bella giornata.
    me almighty!

  5. sì che è una bella giornata.

  6. anche qua, c’è il sole e non ho dovuto grattare il ghiaccio dal parabrezza stamattina.
    scherzi a parte, direi che laicamente s’è scelta la strada della riduzione del danno.
    speriamo non si trasformi in una riserva indiana, ma qui sta agli eligendi far buon uso della propria panoplia.

  7. ben detto.

  8. I’m an armchair field marshall

  9. non parlare complicato come il coon di prima mattina, plis! :-)

  10. è colpa del caffè della distributore automatico dell’officina, mi ha devastato peggio che l’estrazione di un molare. puah.

    no, scusi direttore, ha ragione, siamo all’alba di una nuova era politica e non posso scansare così le mie responsabilità riversandole sul bieco fornitore di miscele di caffè avariate come fosse ancora la prima repubblica.

    ecco, farò autocritica.

  11. io mangio baci perugina!

  12. basta che non mi prenda a scrivere i bigliettini…

    io solo fondente sopra il 70%, sono amaro di mio.

  13. tranqui :-)

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