Vi piace vincere facile?
Il domani politico, tocca rassegnarsi definitivamente a quest’evidenza, è fatto di due parti politiche che abbiano capacità di rilevanza sui fatti e le legislazioni. Lo dice uno che non sopportava il bipolarismo e che non gradisce il bipartitismo, ma che solo si accorge – o crede – di quello che gli capita intorno. Di queste due parti, una – il Pdl – sarà tendenzialmente conservatrice e quasi-confessionale (la libertà di coscienza è una chimera) e conseguentemente monolitica sui temi etici, l’altra sarà più progressista e tendenzialmente laica, nel quanto sarà da verificarsi, meglio, da farsi. Di certo l’altra parte, il Partito Democratico, sarà caratterizzata – lo è già – almeno dalla scintilla del dibattito e del confronto ma anche dello scontro su questi temi. Quali sono le armi più perfide di questo scontro? Sono l’isolamento coatto, il settarismo di lotta e di governo, l’integralismo dialettico. Come si usano? Si individua l’avversario ed invece di confutarne le tesi si dice che non c’è possibilità di convivenza a prescindere e si prova a menar fuori. Quanti più laici entreranno nel Pd tanto maggiore sarà la possibilità di influire nella vita politica del Paese circa i temi che ci stanno a cuore. Quelle armi perfide dello scontro non vanno usate però se non contro chi le usa per metodo di costume, vanno usate non in modo banalmente reazionario ma per sacrosanta difesa. Si può discutere di eutanasia ed aborto o di libertà della ricerca scientifica? Non lo si faccia con la pasionaria cattolica cum cilicio Binetti. Si scelga un altro interlocutore che abbia comunque idee assolutamente da confutare e che non sia integralista. Ci sono tante persone così nel Partito Democratico, ed a quel titolo in Parlamento ci potrebbe andare Mario Adinolfi, per citarne uno che non mi pare si sottragga certo al confronto, anche duro: si dica a lui che ha torto. Si vuole che qualcuno gli faccia notare l’inopportunità civica e politica di alcuni suoi orientamenti imponendo l’ovvietà delle istanze di tutto quanto è - e dev’essere – laico? Mandiamo Silvio Viale in Parlamento, la persona giusta: saremmo ben rappresentati.
Eh.
Tumori benigni?
Tumori danteschi, oddio.
Cri, la parola d’ordine è: Binetti chi?
Come scusa?
e chi ha detto niente!
Ho l’impressione che non tutti siano d’accordo
Ma qui si è opposizione autarchica interna di minoranza. Tutto ok.
Bravo! ricordo negli anni le convention democrat dove c’ erano i klannati del sud che votavano bensen e il comitato Salvador di Robert Redford…
La Binetti poi è un buon atout (Hatù?) con oltre tevere: basta con gli accoppiamenti unsafe!
sto affinando lo slogan con il team creativo di msn: anticipo solo che è in coon style, ovviamente.
u got an e.pistola
risposto!
il ricambio generazionale alla veltroni.
abbiamo visto a roma la sua concezione della politica e lo vediamo nella lista che prepara..si tutti figli di papà alla faccia della democrazia partecitiva e dell’innovazione e di una italia del yes we can all’amatriciana.
il Pd spacciato per nuovo, mentre in realtà è vecchio più del vecchio partito comunista della terza internazionale. le radici veltroniane non si smentiscono e lui non è buono come vuol far credere ma un grande pezzo di….
candidare bambocci figli di papà, studentesse di primo o secondo pelo amica dei potenti, i radicali, i dipietristi, i possessori di cilicio, i pupi e pupari, i politici che escono dalla porta e rientrano dalla finestra come Prodi che sarà capolista per le europee magari insieme con altri ora scacciati come adamo ed eva dal paradiso terrestre dopo aver mangiato la mela. in realtà il pd è un contenitore sconclusionato che dimostrerà tutta la sua liquidità della quotidianeità parlamentare.
Aver poi candidato l’operaio metalmeccanico è il maximus della ridicolaggine di questo carrozzone democratico pieno di correnti se non uragani. Con chi si confronterà quell’operaio, per non parlare della candidatura di Ichino il giuslavorista che vuole eleminare l’art.18 La politica spettacolo ecco cosa si propone agli italiani, la politica che impressiona con i suoi laser di scena, il color verde pisello del torpedone e le mangiate a sbafo nelle case degli umili. la demagogia, la visione finta di una politica trasformista da specchietto per le allodole, ecco, gli italiani sono traditi, rimbambolati e come tanti coglioni in buona fede credono alle promesse mai mantenute in sessanta anni di vita repubblicana, oggi credono e concedono ancora la loro fiducia a chi la fiducia l’ha seppellita nella spazzatura.
Il popolo dovrebbe ribellarsi più che applaudire i grandi mentitori del terzo millenio. il popolo dovrebbe stracciare ogni scheda ogni tessera e organizzarsi come un puncolo contro chi è solito pensare ai suoi interessi o quelli di partito e mai poi mai agli interesse del paese. fatemi un solo esempio uno da quando è stata firmata la costituzione di un partito che abbia fatto il solo ed esclusivo interesse del paese.
se l’italia e al settimo posto tra i paesi industrializzati non lo si deve alla classe politica che al contrario ostacola depreda, tassa e ritassa ma, al paese reale, quello che lavora e che produce.
Rammentate quel che una volta si chiamava utopia, il senso etico, le radici, una certa visione della vita, il valore, i fondamentali, ricordate tutto quello che fù e che tanti ritenevano superato ?
ebbene, oggi occorre ricostruire quei valori per una società spersa e smarrita. non saranno i due serbatoi politici in campo a tirarci fuori dal mare di guano in cui stiamo affogando.
La sinistra è specializzata nel calpestare le sue macerie, dimenticando i loro disastri e promettendo il sol dell’avvenire, ieri a Modena Veltroni dal palco urlava ” la sinistra dice..non noi ” ma lui cosa è chi ha accanto oltre a Rutelli il verde, radicale, anti nato ed ora filo cattolico, non ha forse accanto tutta la nomenclatura del PCI che per la vergogna, mandano in giro per l’Italia il weltroni national tutto solo.
Lo scenario di questo paese in realtà è decadente. Dove sono i contenuti..le memorie, la storia tutto è demandato al programma. Veltroni parla di nulla, la sua è aria ..fritta.
a chi delegherete la vostra fiducia a quale candidato di collegio, lo conoscete, sapete chi è cosa pensa, cosa crede.
Io sin dall’inizio ho criticato fortemente il partito democratico. Poi quando predicarono che in ogni caso a dispetto della legge elettorale attuale, il PD SAREBBE CORSO DA SOLO e allora forse ma con molto sospetto, iniziavo a darle fiducia.
Poi venne il tempo degli apparentamenti ed allora iniziai con lettere, documenti, dibattiti pubblici, comunicati, ad attaccare questo soggetto politico falso e spergiuro.
Arrivò Di Pietro e a dispetto di tutti impone di apparentanrsi con il PD con il suo simbolo che significa 300 milioni di euro di finanziamento, i suoi 12 parlamentari etc.
Poi al loft, fu la volta dei radicali, con le loro pretese ciò nonostante Veltroni ancora urla..noi saremo soli..Fassino ora cerca alleanze con i socialisti.
Veltroni l’Africa ti aspetta paziente…vai in Africa.
Amerigo Rutigliano.
Unità Democratica
Officina Sociale
Inviato da amerigo rutigliano | 23.02.08 19:20
Sono arrivato a leggere fino ad amatriciana, lì mi sono bloccato ed ho pensato a quella che mi prepara sempre la mia fidanzata: mi sono sentito più buono. Non certo tanto buono da leggere un commento così lungo, è chiaro.
l’ipocrisia è un peccato.?.
a me basta che non sia reato, non so lei come si regola in questi casi…
dalle prime parole sembra il testo del post nel suo blog (parlo del rutigliano) …lui li fa poi li copia
Credo a che a questo rutigliano i consoci di Erasmo dedicheranno qualche parola, fusse che fusse l’ alias di giezztrein?
Ammettiamo che contro tipi così che son tanti ci vorrebbe, ripugnantie e salvifico, un rotuailer gordo alla bettini LOL
Io ho fatto, mi spetta la taglia?
una grossa v rossa sull’uscio .
Piano con le parole figliolo….io ci metto il nome in quel che dico tu..?
Signor Amerigo, il problema non è se lei ci mette il nome in quel che dice; il problema è proprio quel che dice.
Ci metti il nome in quel che dici? sembri uno che mette il dito nel panino. Sai che fine fa? (il dito, non il panino). Tutti ci mettiamo il nome, in rete. bisogna vedere se è il nostro. Fesso.
Sapevo, Erasmo, che lo avresti adottato.
oh, a me il viale piace. per le poche volte che ho avuto l’occasione di sentirlo piace.
sulla vicenda “capezzone dagli altari alla polvere” non le ha mandate a dire. questo per limitarsi al solo “dire”.
Ok……
Io Viale non l’ho mai manco incontrato. Però direi che ha le palle.
Per erasmo.
siamo gia una manciata di molecole di quel panino .. di solito non rispondiamo mai alle affese anche se scritte da persone irrilevanti.
Per nardi.
Lei è anche direttore di un giornaletto online …persona quindi preparata immagino… il fatto è che dimostra di essere parte, non che sia un reato sponsorizzare le mezze tacche, solo che i suoi sono giudizi …appunto di parte dunque non al di sopra delle parti.
Io esprimo un giudizio giusto o sbagliato che, si può criticare o sostenere ma argomentando, contrariamente è aria fritta la sua.
Good life
Molti hanno sfottuto Mario Adinolfi in passato, dicendogli che cercava di imitare Giuliano Ferrara. Penso sia venuto il momento di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Nando quel che è di Nando: è Giuliano Ferrara che cerca di imitare Mario Adinolfi.
Giulianone usa Il Foglio come il nostro Marione usa il suo blog: stessi lettori, stesso stile, stessa malattia mentale. Una variante di Dal corpo del malato al cuore della politica, va’. Strazi esistenziali, deliri di subbugli culturali, sussiego montato a velo, struttura relazionale a banda, verruconi gangrenosi nella vita privata. So’ cattivi perché la vita li ha guastati dentro, e però non sono mai abbastanza cattivi cogli altri quanto con sé stessi. Fanno liste, vestono la candida veste del candidato sempre co’ la mano sotto a grattasse li cojoni. Competono, sudano, fanno le battaje. Scommettono, intrallazzano, so’ de battuta facile. Come dire, sono uomini di mondo. Sanno come va il mondo. E vanno con lui.
La loro unica novità è che sono sempre eguali.
Ferrara è in cirisi misitica, l’ha detto Berlusconi: sarà vero. Io non sponsorizzo Adinolfi: dico solo che è giusto che chieda ed ottenga di essere candidato. Quello che dirigo non è un giornaletto ma un giornalino e di conseguenza io sono appena “preparatino”. Non fa una grinza.
non lo credo che lei poi cosi preparato, forse Lib avrebbe bisogno di un direttore…direttore.
“preparatino” ho detto e non preparato. Per quanto riguarda la direzione di LibMagazine, stiamo pensando a fare giuste primarie sotto l’egida di Federico Punzi. Se vuole… potrebbe essere la sua occasione.
Sono certo che al confronto ibmagazine rimpianga Capezzone.
Per lei parlare di cose che non conosce è proprio una vocazione. Quando c’era Capezzone il direttore ero già io: sveglia, Rutiglia’!
chi ha detto il contrario mica detto che lei ha preso il posto del capezzone, ho solo detto quel che lib forse lo rimpiange….forse.
quanto alla vocazione….ho gia scritto, con cognizione di causa francis.