Un grande ozio senza un attimo di riposo

La cara Barbara scrive questo post. Ebbene io ne condivido il senso stretto: ovvero ammetto convintamente la necessarietà teorica di alcune guerre ed anzi non posso non riconoscerne l’assoluta indispensabilità. Sia posto preventivamente, in chiaro, che difendersi dall’agressione di un invasore configura lo stato di guerra e non altro. Ed ecco che chi si difende si trova a combattere quella “guerra giusta” che alcuni pacifisti, in mala retorica, dicono non esisterebbe. Tuttavia, il post di Barbara è un post sbagliato nello spunto. Lo rilevo con simpatia, spirito costruttivo, ma tant’è. E spiego.
Nel suo post, Barbara elenca gli articoli della Costituzione in cui si cita il termine guerra, e con questo sembrerebbe voler intendere che non sia vero “costituzione alla mano” che in questa la guerra non si ammetta come possibile e che non la si contempli. Ed è qui l’errore. Ferma restando la necessarietà delle guerre nel senso sopra esposto, la nostra Costituzione invero non l’ammette e non la contempla. Ma non contemplarla significa non contemplarla come propria iniziativa. Il che significa - seguendo l’itinerario degli altri articoli citati da Barbara – che la Costituzione non può non disciplinare un fenomeno che può verificarsi, ma che dal nostro Paese non può assolutamente dipendere se non per inevitabile contingenza: la necessità di difesa, laddove difesa è universalmente intesa come beneficio cui ogni popolo del pianeta ha accesso.  Dire che la Costituzione cita la guerra e per questo l’ammette è, quindi, perlomeno poco preciso. Provo a forzare un esempio, certo che chi legge non vorrà provarne la debolezza strutturale: se cito Dio, affermando di non credere nella sua esistenza, lo faccio forse esistere? E se in più – novello Tommaso – affermassi di poterci credere solo vedendo e toccando, e provassi pure a discplinare il mio genufelttermi, penitente, di fronte all’avvenuta rivelazione empirica, ecco, facendolo forse realizzerei l’esperienza della mia ventura fede ipotetica? Certo che no. Sono sicuro che ci siamo capiti.


Oggi su LibMagazine –> Intanto McCain se la gode di Antonello Guerrera, La moda fa l’ape regina di Michele Fronterrè, SpeakEasy di Mich Mazzei ed ovviamente la vignetta di Ciro Monacella.


40 Risposte

  1. ti sei svegliato polemico stamattina :)

  2. Per la verità io mi sveglio polemico sempre. Però non è il caso di questo post. Sono d’accordo con Barbara, ho solo puntualizzato delle sfumature.
    (Io ho paura di Barbara, metto le mani avanti :-) )

  3. Ma non e’ che Barbara ha fatto la scoperta dell’acqua bollente (anche se ho compreso il taglio polemico che vuole dare all’argomento)?

  4. Sono inettissimo, ho sbagliato a scrivere il mio (inutile) sito… :-) Corretto!

  5. “Armani Gin”, vergognati :-)

  6. hahahahahahaha

  7. :-)

  8. se cito Dio, affermando di non credere nella sua esistenza, lo faccio forse esistere?

    Si.
    Nel senso che dichiararsi atei vuol dire presuppore il teismo per negarlo, rientrando così nel pensiero dualistico.

  9. se cito Dio, affermando di non credere nella sua esistenza, lo faccio forse esistere?

    Se dio è, come è, una creazione della mente umana, l’atteggiamento giusto è quello di non parlarne, opponendo come argomento, a chi ne parla:
    “Non so di cosa stai parlando..”

  10. Come si disinnesca costui?

  11. Animale terreno consapevole è l’autodefinizione giusta per superare il pensiero dualistico.
    Ci si limita a parlare della terra e di ciò che è terreno, spiegando l’esistenza della parola “dio” come una creazione del cervello umano per superare la consapevolezza della morte e della precarietà dell’esistenza umana.
    Continuando a definirsi “atei” si rimane all’interno del pensiero dualistico di tradizione platonico-giudaico.cristiana.

  12. Mi sto preoccupando…

  13. Rispondendogli se uno è capace..
    Ma tu non sei in capace Nardi..
    E allora te la cavi con le battute..
    Mostrando ogni volta la tua vera natura di “coglione ignorante e spocchioso”..
    Ma io sono molto comprensivo con quelli come te e con la loro ignoranza..

  14. No Nardi non ti preoccupare..
    Conosco i tuoi limiti intellettuali..
    Sono un animale terreno consapevole..
    Quindi sono consapevole anche di quello..
    Tranquillo..
    Riflettici con calma stasera quando sari solo nella tua cameretta..
    Forse comprenderai..

  15. Ti dò un aiutino Nardi..
    Prova a partire dallo studio della filosfia presocratica..
    Poi cerca di comprendere il concetto di “psychè” in Socrate ed il suo essere alla base del pensiero dualistico platonico..
    Poi prova a considerare la religione come “platonismo per il popolo”.
    Ma con calma sennò fai confusione..

  16. Non vorrei cantare vittoria troppo presto, ma mi sa che ne abbiamo pescato un altro…

  17. però questa storia del nome delle cose non mi giunge nuova.
    se non fosse intervenuto l’esimio antropologo erminio balladori gli l’avrei detto io che tutto ciò che ha un nome esiste ed esiste ciò che ha un nome.
    nardi, lo vede che danni fa la scuola dell’obbligo?

  18. incalcolabili

  19. Per la cronaca sono le 19.08 e c’è ancora il sole. Citofonare presocratici.

  20. non a caso la matematica è assai trascurata mentre si enfatizza la fantasia e la creatività dei piccoli alunni.

  21. Comunque devo deludere: non trattasi di nuovo potenziale oggetto di ricerca, ma di già noto alle cronache. Peccato :-(

  22. questo è: niente di nuovo sotto il sole
    o più dottamente, come diceva quel monaco sciagurato, “non esiste nuova conoscenza, soltanto una mera, ma sublime, ricapitolazione!”
    certo, ha fatto la fine del sorcio ingozzandosi con pagine di aristotele mentre gli andavano a fuoco pure le vesti, ma era così declamatorio e appassionato.

  23. Stiamo messi bene ad entropia!

  24. entropia
    ovvero l’intrinseca anima consumista del cosmo

  25. dio è capitalista.

  26. per qualche tempo furono persino trattati i futures sull’aldilà sulla piazza di roma

  27. poi il mercato dei derivati s’inaridì complice qualche scandalo già oggetto delle denuncie del movimento dei consumatori di tale lutero promotore di una grandiosa class action

  28. denunciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiie

  29. uno non sopporta stonemade e poi scrive “denunciiiiiiiiiiie”
    oh myself che contrappasso!

  30. :-) spettacolare!

  31. spettacolare contrappasso, indeed

  32. Chi di puntualizazione ferisce di puntualizzazione perisce, mio caro – e non dire che non te la sei cercata. Comunque il paragone è un paragone del cavolo: vero che se tu nomini Dio ciò non significa automaticamente che esista, ma se la Costituzione di uno stato contiene degli articoli che stabiliscono come funzionano le cose in caso di guerra, chi la decide, chi la dichiara, quali consuetudini cambiano in caso di guerra – e fino a poco tempo fa l’articolo 27 precisava anche che la pena di morte non è ammessa SE NON IN CASO DI GUERRA – e tu pretendi che questo non dimostri che quello stato contempla la possibilità della guerra, beh, ragazzo mio, lascia che ti dica che sei fuori come un balcone – per non dire altro.

  33. Il paragome era arditissimo, non c’è dubbio. Infatti chiedevo che non si volesse metterlo in crisi ma accettarlo bonariamente. Quindi il tuo primo rilievo lo considereremo non posto.
    C’è poi da dire che la critica era posta in modo molto delicato, su una sfumatura, e la risposta non mi pare dello stesso tono. Poco male, ti si conosce: conoscevo il rischio. :-)
    Comunque, a titolo di ripetizione, ché già il post dovrebbe esser chiaro: tutto è scritto nell’art. 11 anche in merito al riformato art. 27.
    Difendersi significa fare la guerra, ed è normale che una costituzione disciplini il suo meccanismo di difesa. Tutto quanto non è difesa non è contemplato nella nostra costituzione. E non è questione di esser fuori come un balcone, ma di evidenza palese. Punto.

  34. Punto? Meglio Ritmo. Potendo scegliere, meglio Maserati (Ferrari no: troppo da burini). Punto mai, comunque, e meno che mai come punto fermo. Aggiungo che l’articolo 27 è stato riformato in quanto la pena di morte, con apposita votazione, è stata abolita anche in caso di guerra il che, col contenuto e col significato dell’articolo 11, non ha assolutamente niente a che vedere. E non dico punto.

  35. Barbara, purtroppo non hai messo a fuoco la questione che pongo nel mio post. La nostra costituzione ammette e disciplina solo la guerra difensiva. Questo è esplicitato nell’art 11 ovvero nei princìpi nella carta. Negli altri articoli che hai citato – che non sono princìpi – è quella e solo quella ad essere disciplinata. Magari può non piacerti, ma non posso farci niente. E’ così. Quindi il punto puoi vedercelo o meno, ma c’è.

    E’ lo stesso discorso – al rovescio – che alcuni sciocchi pacifisti facevano sulle nostre missioni all’estero. Definendole stupidamente “di guerra” non capivano che delineavano gli estremi mper la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato (nello specifico, Ciampi) come capo supremo delle forze armate per rottura costituzionale. Ovviamente nessun pacifista diede mostra di capire questa cosa. E’ costume in questo Paese usare la Costituzione come più fa comodo.

  36. Cazzo, Barbara, ho letto adesso sul tuo blog: “Nardi lo picchio e basta”. Non c’è un cazzo da fare, sei un mito :-)
    Smack!

  37. “laddove difesa è universalmente intesa come beneficio cui ogni popolo del pianeta ha accesso”
    Perfetto!
    Bel post , Costituzione alla mano… (-:

  38. ciao, fr

  39. Bene, vedo che almeno un PUNTO di accordo lo abbiamo raggiunto (io comunque ho detto che il Nardi lo picchio IO e basta, non che lo picchio e basta – anche se, avendo da fare con Alce, dubito che sussistano molte altre possibilità). Quanto al resto, neanche tu hai del tutto messo a fuoco la qustione che pongo nel mio post, e quindi anche qui siamo pari. Io adesso domani parto, quindi per ora dormi pure tranquillo, che ti picchio quando torno.

  40. ok, ci meniamo quando torni. Divertiti :-)

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