Come dicevo, negare la guerra tra componenti (non chiamatele correnti, per carità!) nel Pd è sciocco. Il Riformista, a questo proposito, ha attivato qualche giorno fa un account iduellanti@ilriformista.it al quale potete inviare la vostra preferenza tra D’Alema e Veltroni e motivarla. Oggi, sempre sul Riformista, c’è un mio pezzo che tratta del tema e nel quale si cita anche qualcuno di voi. Chi volesse leggere deve correre in edicola, altrimenti ciccia.
Poi c’è LibMagazine, qui.
E tu con chi stai?
Con Bersani! Come disse un grande blogger che tu conosci già qualche anno fa.
dopo il gran rifiuto delle primarie sarei più scettico sulle qualità dell’uomo. Come cantava Francesco? “un uomo lo vedi da coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. Devo decidere se mi accontento di due su tre
Il gran rifiuto deve essersi basato su motivi che esulano dal coraggio personale, direi. Mica tutti come Celestino “che fece per viltade il gran rifiuto”…
O no?
è comunque un segnale di accettare la logica dei “compagni di scuola” pur non facendo parte del club. Cosa che però ai miei occhi è un aggravante
Formalmente, la proposta di Massimo D’Alema di ufficializzare l’esistenza di correnti nel PD non fa una grinza. La democrazia interna di un partito a vocazione maggioritaria, per di più con le caratteristiche del “contenitore”, può articolarsi compiutamente solo con l’immersione di una forte dialettica tra le varie anime che lo compongono. Il libero gioco delle maggioranze e delle minoranze, poi, determina la linea finale. Quel che non convince, però, nella posizione dell’ex ministro degli Esteri è il sospetto, ineliminabile, di strumentalità che affiora in controluce. Tutto un complesso di sensazioni, insomma, che fa pensare all’ennesimo atto di un regolamento di conti lungo quasi vent’anni. quello tra due ex enfant prodige del PCI berlingueriano, D’Alema e Veltroni appunto, le cui evoluzioni sono state brillantemente tratteggiate in un godibile saggio dato alle stampe un anno fa da Andrea Romano. Piaccia o meno, la sinistra uscita dal crollo del Muro di Berlino e dalla dissoluzione ella Prima Repubblica resta impiccata a questa dicotomia irrisolta, peraltro lontana anni luce dagli epici duelli tra Amendola e Ingrao. In quel caso, cozzavano in maniera evidente due visioni differenti del mondo. Ora, sarà cambiato il mondo, saranno cambiati gli uomini, ma il contrasto è guerra di posizione. Meglio sarebbe dire, anzi, di posizionamento. E’ così dal 1992, almeno. Nel frattempo, forse anche perchè paralizzata da questo conflitto strisciante. La sinistra post comunista ha mancato almeno due appuntamenti fondamentali: l’evoluzione in senso socialdemocratico ( orizzonte sempre respinto) e il consolidamento di una cospicua rendita elettorale, quella del PCI, letteralmente dissipata. Il risultato è noto: 3 sconfitte su 5 chiamate alle urne, numerosi laboratori, le varie Cose, dalemiane e no, L’Ulivo e 3 cambi di nome, a seconda se a prevalere era Massimo o Walter. ‘unica condizione immutata e immutabile, a quanto pare è la certificata intramontabilità dei duellanti: somigliano ai protagonisti del capolavoro di Conrand, la terra gli frana sotto i piedi e loro lì, imperterriti, ad inseguirsi, a menare fendenti, a cercare di sopraffarsi. e nessuno che si sogni di fermarli, segnale inequivocabile dell’inarrestabile declino dell’ex sinistra più forte d’occidente.
Uscirà anche questo di articolo.
messa così hai certamente ragione. resta da vedere se è strettamente così. speriamo di no, insomma.
Rutty, fai il bravo ché già piove oggi.
bersani for premier!
Ho sempre disapprovato i presidendi delle società di calcio che licenziano gli allenatori alla prima sconfitta. In questo caso, si trattava di Reggina-Manchester: cosa poteva fare l’allenatore della Reggina, più che perdere 3-0?
Veltroni va valutato alla distanza. Se D’Alema o Bersani sapevano come far vincere la Reggina, dovevano dirlo prima, e ad alta voce.
ragazzi non scherziamo Dalema non ne ha mai imbroccato una proprio come Marini il De mita con pipa dei pastori (rifiutando la lista unica al Senato fottè l’ unione pleeeeze non dimenticare)
Bersani, filosofo prestato all’ economia dalla lega coop, è un buon numero 3
dimenticavo filosofo ma sia detto a suo merito non dei Quaderni Piacentini LOL
Dalema ha il pregio di essere sensibile e simpatico ma l’ ultima che imbroccò fu la vittoria al
congresso nazionale della FGCI contro Ferrara. Robe del ‘900. L’ avrei visto bene Presidente della
Repubblica perciò, ma per il PD nun è ccosa (3)! Voto Uòlter senza se e senza Marini.
michael mazzei aka raccoon.ilcannocchiale
Per onestà, Coon: D’Alema ha vinto le elezioni del 1996. Le ha proprio vinte lui, cominciando dal ribaltone di fine 1994, tenendo agganciato il Bossi secessionista fino alle elezioni (anche a prezzo di licenziare Mancuso) e, nel frattempo, operando traferimenti mirati di elettori nei collegi maggioritari marginali.
Se poi ti sta sul cazzo, sappi che siamo in due. Ma i fatti sono fatti.
beh, questa del trasferimento di elettori mirati è fantastica… anche perchè accomuna il Nostro a Stalin (che trasferiva forzosamente per ragioni diverse, ma sempre per mantenere il potere)
Erasmo, ma non era che per campionati già persi si sceglie un allenatore da bruciare? Io pensavo così.
cun
cosa intendiamo, qui, per trasferimenti mirati di elettori?
Un numero sorprendente di collegi uninominali fu vinto dall’Unione per poche decine di voti.
Erasmo, m insegni, c’è chi vota a quattro mani!
mi sembri travaglio
anche se fosse vero che “un numero sorprendente di collegi” fu vinto per poche decine di voti, dove sta la prova che questo sia avvenuto per scelta di D’Alema?
Appena ho un po’ di tempo vado a vedere quanti sono i collegi vinti per poche decine di voti (a proposito: quanto è poche? 30-40? facciamo 50 e non se ne parli più)
Primo aggiornamento: in Piemonte i collegi assegnati con meno di 500 voti di scarto (in quello con distacco più basso sono 250) sono 4. Tutti al Polo.
Ora passo alla Lombardia e torno
no no non mi sta sul cazzo tanto che lo trovo simpatico e gli fui amico sei tu che leggi i fatti cum grano craxis
Secondo aggiornamento: in lombardia i collegi assegnati con meno di 500 voti di scarto sono 9. SEI al Polo e TRE alla Lega. In 5 l’ulivo arrivò addirittura terzo (e quindi molto più distanziato).
L’unico collegio che si avvicina al limite che ci eravamo dati di 50 voti di scarto è Limbiate, 80 voti a favore del Polo.
Se non hai nulla in contrario salterei il nord-est e le regioni rosse per vedere cosa è accaduto nel lazio. Però domani
@coon: se sul rifo la pubblicano con scritto “aka” la prima volta che ti incrocio ti offro da bere ;-P
quelli del lazio erano pochi e me li sono fatti. qui effettivamente sono di più quelli assegnati all’Ulivo: 5 a 2. Tutti con distacchi di poche centinaia, rientra nella casistica delle molte decine (10 decine per l’esattezza) solo Viterbo dove vinse Fioroni (che era sindaco)
Posso smettere?
Letto ieri! Non ti ho chiamato per farti i complimenti … ma dai! vanno bene anche fatti qua!
P.S. _ ma quanto cazzo è forte Hamsik!!
ciao Tommy, grazie mille, sei gentilissimo.
Sì, puoi smettere, marcocampione. In queste cose il fattore tempo è vitale, e gioca a tuo favore perché tu ne hai di più. Comunque io ho detto che la vittoria di D’Alema fu la composizione di due fenomeni: l’ingegneria di collegio elettorale, con spostamenti mirati in collegi critici (mica in Lombardia: bisognerebbe essere fessi) e la separazioen tra lega e polo. Le elezioni furono vinte a Roma e nel triveneto. Praticamente tutti gli eletti dell’ulivo nel triveneto lo furono per via della separazione tra lega e polo. E a Roma, dove ci furono molti collegi vinti per pochi voti. La maggioarnza iniziale alla Camera fu di 22 voti sopra i 315 (compreso PRC).
Mark Champion te sei risparmiato l’ analcolico (so’ diabetico) il rifo non mette l’ aka LOL
(scusi Nicce)
@Erasmo: avrò tempo, ma almeno rispetta quello che dedico alle stronzate. Come ti ho già scritto, Roma è nel Lazio e ti assicuro che i collegi assegnati per “pochi” voti in tutto il Lazio sono solo 7 di cui 5 all’Ulivo e 2 al Polo. In particolare a Roma 2 all’Ulivo e uno al Polo (differenza 250-500 voti tranne che in un caso, 90 voti).
Non facevi prima a dire che questa cosa della transumanza di elettori è una STUPIDAGGINE? Hai toppato, ad ammetterlo si fa meno fatica.
Altro è dire che la vittoria fu frutto della divisione Polo-Lega. Quello fu un risultato politico e nessuno te lo ha contestato. Quello che mi ha infastidito è la pretesa di condire sempre tutto cio’ che riguarda D’Alema con un tocco di macchinosità.
@coon: pensi che uno che si fa querelare da Mancini sappia cosa vuol dire aka?
era sul sito la lettera di cucun