Il prossimo numero di LibMagazine (aggiornamento serale, oggi) conterrà un breve ma interessante commento dell’ottimo Piero Dell’Olivo sulle recenti dichiarazioni di Bagnasco. Leggendolo, laddove si riferisce dello spauracchio agitato dalla curia circa il digitale terrestre quale “veicolo di pornografia”, mi è tornata in mente una pagina andreottiana*. Vi si racconta di un Andreotti a colloquio con Pio XII – siamo nel 1952 – e richiamato(sic!) da questi per una copertina, considerata all’epoca troppo spinta, de La Settimana Incom. Spolvero la copia autografata de “Il potere logora… ma è meglio non perderlo” (Rizzoli, 1990) che custodisco nel mio reliquario da feticista e riporto testualmente:
Pio XII - Lo stato è responsabile di questa stampa pornografica.
Andreotti – Crede che lo Stato sia più responsabile del proprietario della testata?
Pio XII – Questo no…
Andreotti – Ebbene, Santità, le azioni di questo rotocalco appartengono al Vaticano.
Ma non è che noi laicisti stiamo rendendo ancora più integralisti i politici cosiddetti cattolici? Ve lo figurate voi, chessò, un Casini rispondere in questo modo a Ratzinger? Io no. Bisogna capirla questa cosa, perché, se così fosse, dovremmo batterci il petto fino a retrofletterci lo sterno. Intanto, se stiamo sbagliando e vinceranno loro, confidiamo nel fatto che certo ci sarà fatta la grazia del pentimento. Amen.
*Andreottiana. – Aspettando il Divo, rispolvero un’altra mia percezione adolescenziale. Il termine andreottiano, pur evocando caratteri stranamente simili, mi è sempre sembrato il miglior reciproco del termine fantozziano. Strano? Mica tanto.
In ultima analisi, per celebrare una sintesi definitiva, direi che la reciprocità tra fantozziano e andreottiano si può ben ridurre in folliniano. Con le licenze interpetative del caso, è ovvio.
Temo che oggi questa distinzione fra governo e proprietario della testata non sia più valida in tutti i casi.
Beh, in effetti c’è un qualche confilitto…
Il rilievo che mi sarei aspettato su questo punto, però, – circa la “responsabilità” – è che tra Pontefice religioso e Vicario politico non si fa alcun riferimento alla direzione della testata. Ma non erano i direttori ad essere “responsabili”?
Che ingenuo sono, eh?
Chi cazzo è Piero Dell’Olivo?