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Credo che di Filippo Facci si possa dire tutto quello che si vuole eccetto che non sappia scrivere e che non sappia leggere. A dire questa cosa – leggo su Dagospia – sarebbe stato Marco Travaglio, e quindi tutto torna normale, comprensibile. Questo di Travaglio mi ha ricordato un comportamento tipico di Giliuano Ferrara, ché tanti sono i lettori che questi ha umiliato nella rubrica delle lettere de Il Foglio. Ogni tanto un “lei non sa leggere” o un “tizio avrebbe scritto questa cosa meglio di lei” e varie altre formule di cesura. Ma Travaglio, io credo, ha molto in comune con le persone che ama criticare. Forse questo – azzardo – è addirittura un dato comune: credo possa dirsi fisiologico, per i critici, somigliare in qualche forma inconscia agli oggetti costanti  (laddove la costanza si fa paranoica) delle proprie arringhe: un fenomeno di deviazione della personalità, forse. Comunque, io sono dell’avviso che è molto meglio consigliare il medico o ricordare di prendere le pillole piuttosto che emettere sentenze sull’altrui capacità di scrittura o lettura. Ma questo è perché io sono atavicamente insicuro della mia scrittura, per quanto – comunque – mi piaccia e soddisfi spesso appieno.  E poi, dimenticavo, perché consigliare pillole instilla il sospetto del comparaggio: una pratica allucinante dei nostri tempi che mi affascina – in negativo – come potrebbe farlo solo una malgestita liberalizzazione delle droghe. Il che implica che questa possa verificarsi, in adeguato contesto normativo, ed immaginarsi anche bengestita. Che ottimista eh? Il male dei blog è che non si può fare filtrini dei post. Bye.

p.s. – Mi sto molto divertendo con facebook. Giocate con me?

20 Risposte

  1. Ora ti becco io!

  2. Insicurezza nello scrivere? Ma smettila. Scrivi chiaro e quindi scrivi bene. Punto. Il resto sono stronzate, bullshit. Non mi preoccuperei della scrittura, semmai del carattere. E proprio per stimolare il carattere, ti dico: impara a disprezzare i pedanti che pontificano di grammatica e bello scrivere. La scrittura appena passabile è come la chitarra, è alla portata di tutti. Quindi, troppi cadono nella tentazione di distribuire voti di buona scrittura. In base a quale a diritto, non si sa. Alcuni usano lo scriver bene come surrogato del carattere.

  3. La lingua italica è complicata… poi tutti professori che regolarmente si lodano e si sbrodano per poi sbagliare anche gli argomenti d’esame.

    Per quanto mi riguarda preferisco il linguaggio antico e universale dell’Homo Sapiens.

  4. Non mi piace, Facebook è nota per degenerare in chatroom ;)

  5. Mi dissocio dalla faccina
    (ma concordo su Travaglio e per questo vado ad approfondire)

  6. GMR, il tuo commento mi trova molto d’accordo e non solo per la parte che mi conforta. Tuttavia, c’è un problema: le mie chitarre, quando mi ci avvicino, si guardano tra loro e sembrano dirsi: “speriamo che sceglie te”.

    Devo dire anche che, se in passato non avessi avuto buoni consigli – non rchiesti – su accenti e interpunzione, oggi sarei meno soddisfatto della mia scrittura, in merito proprio – come dici bene tu – alla chiarezza tentata.

    E poi c’è un problema serissimo che dovrebbe creare addirittura allarme sociale. Non sono mai stato un ottimo studente, ma neanche pessimo. Eppure, circa lo scrivere, ho imparato più sul blog che a scuola. Trovo che sia una cosa terribile.

  7. Rutty, ditelo con i fiori :-)

  8. Si, 1ps, logorroiche dinamiche, of course… :-)

  9. Giuliano Ferrara ha, è vero, umiliato molti lettori. Ma con altri ha assunto, per anni, il paterno (forse paternalistico) atteggiamento di correggerne gli errori (soprattutto accentazioni) prima di pubblicarne le lettere. Come faccio a saperlo, chiederà il malizioso. No, non perché abbia corretto me, ma perché si rilevano discrepanze ortografiche significative e ripetute sulle stesse parole, rinvenibili in scritti coevi della stessa persona sul Foglio e altrove. E sul Foglio la dizione era corretta.
    Certo, nella vita non esiste un pasto gratis: e, puntualmente, quando l’emendato si presenti come aspirante giornalista, ecco che il correttore di bozze presenta il conto, che potrebbe prendere il nome di Gianni.

  10. Credo di non aver capito tutto tutto, ma sono certo che quanto non ho capito è deliziosamente malvagio.

  11. In generale, i difetti che più ci infastidiscono negli altri sono quelli che noi abbiamo.
    Nel particolare, non so come si possa leggere Facci rimanendo seri.
    OT: comunque ho risposto, e non da oggi (-;

  12. Anche quello che hai capito lo è, voglio ben sperare.

  13. Questa storia della lingua è un inestricabile imbroglio. Poi, i blog. Lasciamo perdere. Sul perché i blog stimolino (o stimolano? di troppi congiuntivi si può morire) gli strafalcioni si potrebbe scrivere un trattato. Non a caso sopra ho appena scritto: “In base a quale a diritto”. Comunque, spesso si impara più nella pratica che nella teoria. Però ci vuole prima un minimo di teoria. Mettiamola così: si impara a scrivere di più in un anno di blog che in 10 di scuola. Epperò, la scuola è necessaria: il blog senza scuola produce mostri naif.

  14. Un po’ di piaggeria. Nardi, non solo scrivi chiaro, ma il nostro non comune amico napoletano ti ha pure trasmesso quel po’ di barocchismo in più che da sapore al tutto. Ma siccome in fondo sei illuminista napoletano, riesci pure a non esagerare con le decorazioni. Detto questo, per non esagerare con lo zucchero ti do una mazzata sulla testa: non dimenticarti che sei insicuro.

  15. Sì, Erasmo. Certamente :-)

  16. Rip, io ti avevo risposto a mia volta, ma credo che la mail non ti sia arrivata. Per la questione però ho affidato l’incarico ad una brava ambasciatrice. Ecco, poi vedremo quanto brava… :-)

  17. Sono d’accordo, GMR, sulla questione del blog senza scuola. E’ verissimo.
    Quanto al non dimenticare l’insicurezza, faccio come Troisi: “mo’ me lo scrivo”.
    In merito al barocchismo, invece, direi che – volendo – posso fare pure di meglio (o di peggio), nevvero?
    ;-)

  18. Commento al PS: occhio che Faccialibro diventa una dipendenza! C’ho messo mesi ad uscirne…

  19. A Ettore, diamogli pure n’altra dipendenza a questo qui…!

  20. e me ne sono accorto

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